
Editoriale
La cultura del lamento, tuttavia, ha radici profonde e stratificate. La storia offre un’ampia antologia di pratiche del lamento, inteso come codice collettivo e universale, in grado di trasformare la sofferenza in partecipazione. Reclamare attenzione, infatti, significa anche collettivizzare un dolore, inscriverlo in forme e rituali condivisi che vanno dalle liturgie popolari ai canti funebri, dai pianti rituali delle comunità mediterranee alle opere liriche (pensando ai lamenti barocchi del compositore Claudio Monteverdi). Nella Francia prerivoluzionaria, i Cahiers de doléances raccoglievano rimostranze, lamentele e rivendicazioni del popolo per dare forma a movimenti che portassero a nuovi ordini politici, riformando il sistema monarchico. In lingua inglese, ancora oggi, il verbo “to complain” rimanda tanto al lamento quanto alla rivendicazione di un torto, e nella sua declinazione più formale – to file a complaint – al gesto del lamentarsi come concreta richiesta di giustizia.









