ECLISSI

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Eclissi, il volume conclusivo della trilogia, è dedicato al Sole, catalizzatore dei miti narrativi di salvezza e distruzione del mondo. Temuto e celebrato quale fonte di luce e calore che ha reso possibile la vita sulla Terra, esso presenta oggi in pieno il suo carattere ambiguo, da una parte in quanto possibile redentore dello sfruttamento indiscriminato delle risorse ambientali, poiché fonte di energia rinnovabile; dall’altra come minaccia costante, la cui vicinanza potrà mettere fine all’esistenza umana sulla Terra. Punte di eliofobia animano la mitologia antica – si pensi al caso di Icaro – e celebri romanzi come Lo straniero di Camus. Simbolo di perfezione e potenza divina tanto nei testi sacri e alchemici quanto in quelli filosofici, il Sole è da sempre al centro di riflessioni politiche utopiche e distopiche, dalla seicentesca Città del Sole di Campanella al Solar Punk e all’Aerocene, comunità interdisciplinare fondata e guidata dall’artista Thomas Saraceno. In un modo o nell’altro, è intorno al Sole, dunque, che ruota il nostro futuro
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VOLUME 3: ECLISSI

ZEITGEISTING FACT

L’8 aprile 2024 si è verificata un’eclissi solare totale, visibile dal Nord e dal Centro America, che ha raggiunto al suo apice la durata di quattro minuti e ventotto secondi. Il fenomeno astronomico ha mobilitato centinaia di migliaia di persone interessate ad assistervi, e ha fornito l’occasione per un’infinità di teorie del complotto. Le narrazioni cospirazioniste sono passate dal racconto di rituali massonici a trame per evitare la rielezione di Trump, fino a ipotesi legate all’accensione del nuovo Large Handron Collider al CERN di Ginevra e al lancio di tre nuovi satelliti NASA avvenuti il giorno stesso dell’eclissi.

In una sorta di ossessivo eterno ritorno delle stesse mitologie immaginifiche, l’umanità – persino quella che vive nell’epoca dell’iper-connettività e iper-informazione – non può fare a meno di rivolgersi a ipotesi paranoidi quale spiegazione di fenomeni naturali così spettacolari, corollario che talvolta si preferisce persino alle scienze che si prodigano per studiarli. Anzi, nel contemporaneo il mito, che per definizione tenta di dare conto di ciò che non si conosce, si può trasformare rapidamente in complotto poiché attraversa con la velocità e la violenza di una freccia lo spazio di social e new media.
In occasione della pubblicazione di Eclissi, terzo e ultimo volume della trilogia CATTIVA LUCE, TBD mette a confronto mitologie, teorie e superstizioni che gravitano intorno al Sole proponendo sia testi sia operazioni visive che ricerchino un punto di incontro tra narrazione e ricerca scientifica.
D’altra parte, narrativa e scienza sono da tempo frammiste all’interno di teorie solari complesse, che tentano di adattarsi a un protagonista maestoso e sfuggente, necessario e temibile, secondo alcuni persino divino, come la nostra Stella. Di seguito proponiamo la nostra traduzione di un breve passaggio dalla raccolta di lezioni Through Magic Glasses and Other Lectures: A Sequel to the Fairytale of Science, scritta da Arabella Burton Buckley nel 1890, e in particolare dal sesto capitolo intitolato “An Hour with the Sun”. Il testo, destinato a un pubblico giovane, combina uno stile giocoso e immaginifico con le teorie scientifiche all’epoca più accreditate, generando un peculiare prodotto divulgativo, in cui si mescolano sapientemente utopia e descrizioni fisiche puntuali. Poiché racconta perfettamente l’insistere del Sole sul limes tra scienza e misticismo, proponiamo qui il riferimento all’opera di Burton Buckley come preludio ai testi di Eclissi:

“Prima di introdurre l’argomento della lezione di oggi vorrei raccontarvi un grande rompicapo che mi si è presentato quando ero bambino. Mi ero imbattuto in un libretto – me ne ricordo come se fosse ieri – un piccolo libro quadrato di colore verde intitolato Mondo senza fine, con in copertina un’immagine di una staccionata dorata, bordata di alberi. Questo è quanto. Non so di cosa parlasse il libro, sono anzi piuttosto certo di non averlo mai più aperto né rivisto, ma sia lo stile sia il titolo Mondo senza fine mi lasciavano molto perplesso. Cosa c’era oltre lo steccato? Se avessi potuto scavalcarlo, mi sarei trovato in un mondo senza fine, cosa ci sarebbe stato dall’altra parte? Ma proprio perché si trattava di un mondo senza fine come avrebbe potuto esserci un’altra parte? Dovete ricordare che ero molto giovane e mi sentivo confuso e sconcertato mentre immaginavo di superare ancora e ancora quella staccionata senza mai, mai riposarmi. Alla fine decisi di chiedere al mio migliore amico, un anziano che si occupava del giardino di mio padre e che consideravo molto saggio. All’inizio sembrò sconcertato quasi quanto me, ma poi s’illuminò. ‘Vi dico una cosa, Maestro Arthur’, disse, ‘non so bene cosa succeda quando non c’è una fine, ma so che c’è molto da scoprire in questo mondo e penso che sia meglio imparare prima ogni cosa su questo, e magari qualcuna di queste scoperte ci aiuterà a comprendere anche l’altro’. Vi chiederete cosa c’entri questo aneddoto con il Sole – ve lo dirò. Ieri sera ero sul balcone e guardavo la profondità stellare del cielo di mezzanotte, meravigliandomi per le infinite storie degli innumerevoli soli che scopriamo aumentando la potenza dei nostri telescopi o di cui catturiamo i deboli raggi quando non possiamo vederli, facendo in modo che stampino la loro immagine su lastre fotografiche. E, mentre mi sentivo oppresso dal pensiero di questa infinita distesa di soli e della mia piccolezza, mi sono ricordato improvvisamente del piccolo libro quadrato di quand’ero bambino, delle sue finiture dorate e del consiglio del mio anziano amico di imparare anzitutto ciò che ci è più vicino. Così oggi, prima di viaggiare verso le stelle, è meglio che ci informiamo su ciò che si sa della stella relativamente vicina a noi, il nostro glorioso Sole, che ci trasmette luce e calore, che causa tutte le variazioni della nostra atmosfera, che estrae dal suolo l’umidità per restituirla in forma di pioggia rinfrescante, che fa maturare i nostri raccolti, che fa germogliare vigorosamente semi e piante addormentate e che, in una parola, porta l’energia e la vita sulla nostra Terra. Eppure anche questa stella, grande più di un milione di volte la Terra, e così legata a noi che una singola convulsione sulla sua superficie provoca un brivido nella nostra atmosfera, è comunque così lontana che possiamo conoscerla meglio solo interrogandone i raggi solari che invia verso di noi. [...] Vediamo come la fotografia può aiutarci a conoscere meglio il Sole. Questo diagramma (Fig. 46) mostra una fotografia del Sole scattata da Selwyn nell’ottobre 1860. [...] In essa si possono osservare almeno due cose non visibili nei disegni. Le macchie, sebbene in una posizione diversa da quella in cui le vediamo oggi, hanno lo stesso aspetto, ma intorno a esse si vedono anche alcune strisce luminose chiamate facule, o torce, che spesso appaiono nelle regioni solari in cui si stanno formando macchie, mentre l’intera faccia del Sole appare screziata da spazi più o meno luminosi. Se si guarda il Sole con un telescopio la screziatura si vede in modo ancora più distinto. I punti più chiari sono stati chiamati in molti modi, ma sono generalmente noti come ‘granuli di luce’, un nome vale l’altro. Questo è quanto ci può raccontare la fotografia, ma il disco, chiamato fotosfera o sfera luminosa, non è affatto la totalità del Sole, anche se ne è l’unica parte visibile quotidianamente a occhio nudo. Ogni volta che si verifica un’eclissi totale e il corpo scuro della Luna si frappone tra noi e il Sole coprendone il disco, si può vedere un alone bianco e brillante, chiamato corona, estendersi per migliaia di chilometri intorno al globo oscurato. La forma dell’alone varia molto, formando a volte un quadrato irregolare, a volte un cerchio con propaggini – come nella Fig. 47, che mostra ciò che il Maggiore Tennant ha visto in India durante l’eclissi totale dell’8 agosto 1868 – e altre volte lunghi getti di luce bianca perlacea alternati a parti più scure. Le forme di questi granuli variano periodicamente. Quando le macchie solari sono poche, le loro estensioni sono equatoriali; ma quando la faccia del Sole è coperta da molte macchie, queste ultime diventano diagonali e si allontanano leggermente dalle zone equatoriali. Oltre alla corona, il bordo del Sole è contornato da curiose proiezioni infuocate che compaiono non appena la Luna si sovrappone al disco luminoso. Nel diagramma (Fig. 47) le macchie sono sul lato sinistro nel momento in cui la Luna sta superando i limiti della fotosfera e sta spegnendo la forte luce del Sole provocando un’eclissi totale. Si vedono poi meglio dall’altro lato, prima che il Sole venga scoperto mentre la Luna prosegue il suo cammino. Le macchie sono di colore rosso vivo e assumono ogni sorta di strane forme: a volte sembrano colline infuocate, a volte giganteschi spuntoni e scimitarre, a volte alberi infuocati. Prima che la loro natura fosse compresa appieno venivano chiamate prominenze e questo probabilmente rimarrà il loro nome. Tuttavia, sarebbe meglio utilizzare un altro termine come ad esempio ‘nubi incandescenti’ o ‘getti rossi’ poiché ormai è chiaro che si tratti di getti di gas, soprattutto idrogeno, che zampillano costantemente sulla faccia del Sole, anche se sono visibili solamente quando la fonte di luce principale è coperta. [...] Questa descrizione ci aiuta a completare l’immagine del Sole o almeno ciò che di quest’ultimo sappiamo. Esiste infatti una strana e flebile luce zodiacale, un bagliore perlaceo visibile solo dopo il tramonto o prima dell’alba che si estende ben oltre la regione della corona, ma ne sappiamo così poco da non poter essere certi che appartenga al Sole stesso.”