BUIO!

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BUIO!, primo volume della trilogia, riflette sul controllo sociale esercitato attraverso la luce, sulla capitalizzazione del sonno e del riposo. La notte, momento di sospensione dal quotidiano, punto cieco che sfugge alle pretese di controllo e alle necessità produttive imposte dal lavoro, è stata cancellata dalla modulazione dell’illuminazione artificiale negli spazi abitati, dall’utilizzo costante di app che operano una collezione di dati biometrici e dall’impiego di termocamere a infrarossi, in favore di un regime di visibilità costante e all’ordine del giorno. La luce, da sempre regolatrice dei ritmi biologici e sociali dell’essere umano e di altre specie animali, diviene materia dal cangiante significato quando la tecnologia ne permette la riproduzione su vasta scala. Nella storia dei dispositivi d’illuminazione, per esempio in ambito urbano, è stato di frequente suggerito che un luogo illuminato è un luogo sicuro. Soprattutto è un luogo adatto alla socialità e alle pratiche di consumo, ben oltre i limiti imposti dalla luce solare. Nella contemporaneità la luce viene utilizzata letteralmente ad ampio spettro, dal visibile a occhio nudo all’infrarosso, inaugurando un’epoca in cui diviene sempre più complesso sottrarsi tanto a un’illuminazione simbolica quanto a una concreta.
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VOLUME 1: BUIO

ZEITGEISTING FACT

Il 9 novembre 1965 la centrale elettrica delle Niagara Falls andò in tilt per ragioni ancora oggi sconosciute. In pochi minuti, intorno alle 17:30, lo stato di New York e la penisola di Manhattan vennero avvolte da una completa oscurità; è il primo black-out registrato nella storia. A differenza di quanto si possa immaginare, le strade buie della Grande Mela restarono calme: si dice che la criminalità sia diminuita e, curiosamente, che il tasso di natalità, a nove mesi dall’incidente, abbia registrato una crescita. Durante “la più bella notte della città” – come la definì l’allora sindaco di New York Robert Wagner – il buio sembra aver messo in pausa i ritmi della luogo che, per antonomasia, non dorme mai, costringendo i suoi abitanti a fermarsi e a rendersi improduttivi e liberandoli dai ritmi ossessivi di quella griglia urbana che, per la luce, ha rinunciato alle stelle.

CATTIVA LUCE, quarto numero di TBD Ultramagazine, indaga la dimensione produttiva, politica e narrativa della luce, sia naturale che artificiale. Composta da tre volumi, CATTIVA LUCE è una trilogia che si concentra sulle modalità con cui la luce viene impiegata, arginata e sfruttata dalle tecnologie nel presente e su come viene immaginato il suo utilizzo per la società del futuro.

BUIO!, primo volume della trilogia, riflette sul controllo sociale esercitato attraverso la luce, sulla capitalizzazione del sonno e del riposo. La notte, momento di sospensione dal quotidiano, punto cieco che sfugge alle pretese di controllo e alle necessità produttive imposte dal lavoro, è stata cancellata dalla modulazione dell’illuminazione artificiale negli spazi abitati, dall’utilizzo costante di app che operano una collezione di dati biometrici e dall’impiego di termocamere a infrarossi, in favore di un regime di visibilità costante e all’ordine del giorno. La luce, da sempre regolatrice dei ritmi biologici e sociali dell’essere umano e di altre specie animali, diviene materia dal cangiante significato quando la tecnologia ne permette la riproduzione su vasta scala. Nella storia dei dispositivi d’illuminazione, per esempio in ambito urbano, è stato di frequente suggerito che un luogo illuminato è un luogo sicuro. Soprattutto è un luogo adatto alla socialità e alle pratiche di consumo, ben oltre i limiti imposti dalla luce solare. Nella contemporaneità la luce viene utilizzata letteralmente ad ampio spettro, dal visibile a occhio nudo all’infrarosso, inaugurando un’epoca in cui diviene sempre più complesso sottrarsi tanto a un’illuminazione simbolica quanto a una concreta.

BUIO! vuole indagare i processi di sfruttamento della luce, i posizionamenti critici proposti e attraversati dalle pratiche artistiche che ne impiegano i funzionamenti, enfatizzando il modo in cui arte e tecnologie hanno ragionato sulla capacità della luce di plasmare luoghi e corpi politici.
CATTIVA LUCE, quarto numero di TBD Ultramagazine, indaga la dimensione produttiva, politica e narrativa della luce, sia naturale che artificiale.<br><br><br><br>Composta da tre volumi, CATTIVA LUCE è una trilogia che si concentra sulle modalità con cui la luce viene impiegata, arginata e sfruttata dalle tecnologie nel presente e su come viene immaginato il suo utilizzo per la società del futuro.
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