2ND ISSUE

Nell’aprile del 2020 Maite Nkoane-Mashabane, il Ministro sudafricano per le donne, i giovani e le persone con disabilità, ha organizzato un webinar su Zoom per discutere gli effetti del Covid-19 sui membri più vulnerabili della società. La sessione è stata resa pubblica per invitare alla partecipazione. Tuttavia, durante l’incontro, alcuni hacker sono riusciti a ottenere il controllo dello schermo, iniziando a condividere sulla piattaforma contenuti pornografici.
Non si tratta di un caso isolato: un fatto simile è accaduto a marzo 2020 durante un meeting organizzato da The Verge e chiamato #WFHappyHour, in riferimento all’omonima chat  giornaliera di Zoom destinata ai membri dell’industria tecnologica. Anche in questa occasione, data la non segretezza della chiamata, un hacker è entrato nella chat e ha condiviso il proprio schermo, mostrando video pornografici agli altri membri della conferenza. Il troll continuava ad accedere alla Zoom call cambiando il proprio nome utente, costringendo gli host a interrompere definitivamente la chat. Insieme ai meeting da remoto, episodi del genere sono diventati sempre più frequenti e tali incursioni impreviste, rientrano nel fenomeno ormai noto come “Zoom Bombing” o, in tal caso, “Porn Bombing”. Per fronteggiare queste pratiche di violenza visiva sono stati quindi sviluppati nuovi metodi di sicurezza durante le videoconferenze, come ad esempio la protezione automatica tramite password. 

Il secondo numero di TBD Ultramagazine prende le mosse dal fenomeno del “Porn Bombing” per indagare una serie di questioni urgenti del nostro presente.
Dal
rapporto con gli schermi alle nuove icone della quarantena, dal ruolo delle pornografie contemporanee alle politiche di trasgressione online.

In April 2020, Maite Nkoane-Mashabane, the South African Minister for Women, Youth and Disabled people, organized a webinar on Zoom to discuss the effects of Covid-19 on the most vulnerable members of society. The session was public in order to invite citizens’ participation. However, during the meeting hackers managed to gain control of the Zoom call, sharing pornographic content.
This fact is not an isolated case: a similar event happened in March 2020 during a meeting called #WFHappyHour organized by The Verge, in reference to the daily Zoom chat for members of the technology industry.
In this occasion the same problem occurred, as the call was not encrypted or secret, a hacker entered in the chat and shared his screen, showing pornographic videos to the other members of the conference. The troll continued to access to the Zoom call by changing his username, forcing the hosts to drop the call.
These episodes have become more and more frequent and such unexpected incursions are part of the phenomenon better known as “Zoom Bombing” or, in this case, “Porn Bombing”. To deal with these practices of visual violence new security methods, like automatic password protection, have therefore been developed to encrypt the videoconferences. 


The second issue of TBD Ultramagazine takes the “Porn Bombing” phenomenon as its starting point to investigate an increasing number of urgent issues of our present such as the relationship with screens and the new quarantine icons, the role of contemporary pornography and the online transgression politics.